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Le armi da fuoco del XVIII secolo
Prendiamo ad esempio l'esercito di Federico il Grande che al tempo era il migliore
d'Europa sopratutto perché era il meglio addestrato. Federico pretendeva che l'esercito
fosse idoneo a marciare in battaglia con un numero elevato di formazioni di combattimento e che
fosse capace di centrare un grande volume di fuoco contro il nemico senza scompigliarsi.

Per assicurare la necessaria precisione alle truppe era imposta una durissima disciplina
riducendo gli uomini a più che degli automi, il risultato era che i soldati
potevano sia infliggere sia sopportare un fuoco continuo, ravvicinato e quindi micidiale .
La normale cadenza di fuoco per un moschetto era da tre a
quattro colpi al minuto, ma raggiungere tale livello in condizioni di
combattimento reale era un risultato ragguardevole. L 'intero processo di carica
mento e sparo,peraltro era suddiviso in un grandissimo numero di operazioni che
dovevano essere compiute all'incirca simultaneamente dai soldati di un'intera
unità. Sono raffigurate qui sopra le principali operazioni che dovevano essere
compiute.
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